lunedì 14 dicembre 2009

imperfetto

come la pioggia che inganna la strada.quello che succede senza preavviso non è mai niente di buono è l'effetto collaterale alla nostra miseria il prodotto accessorio della nostra mancanza di senso della nostra incapacità di vivere del bisogno di soffrire della necessità di essere finiti.come le nuvole che fanno finta di proteggerci da un sole avaro un sole che non sa amare un sole che assiste gelido alla nostra sconfitta alimentando giorno dopo giorno i rimpianti e le angosce.sarebbe stato meglio non pensare troppo e non rendersi conto di essere produttori di antinomie contraddizioni viventi che non cessano mai di eccitare l'ilarità del destino.

eppure ricordo ancora i miei sogni sfumare nell'ebrezza di un'estate nel vento mite di giugno sorridere al mare infinito e agli incendi controllati alla nudità dei nostri costumi e agli arrampicatori sociali mentre volevo perdermi nel pensiero di non avere pensieri l'unico sollievo prima di incontrarti.

domenica 22 novembre 2009

difficili settimane

c'è nebbia intorno alle torri.bologna si sveglia buia la mattina.il freddo anestetizza i pensieri e facilita la congestione della colazione: cenere e sorrisi stonati.vecchi.



ho chiuso i contatti stavolta.mi sono lasciato andare.e c'è un misto agrodolce nel sapore del mare in cui naufrago.le pagine mi scivolano addosso, cerco di riprenderle.da bravo.facendo il mio mestiere.ma ormai ho iniziato il gioco.tanto vale continuare.

venerdì 6 novembre 2009

lasciami masticare un altro pò del tuo dolore.senza ingoiare che poi altrimenti sei parte di me.mettimi al corrente della situazione internazionale, parlami dei cani che scopano di fronte l'università.dimmi come ricucire i pezzi della mia anima sgualcita dimmi come hai fatto tu.raccontami delle pareti verniciate con le parole delle sere di qualche anno fa le sere che si perdono tra gli alberi dei centri commerciali.dei libri appesi sui soffitti di qualche sconosciuto autore e dell'ordine dei discorsi.tu che sapevi ascoltare la carta.che sapevi che poteva essere ancora utile.che sapevi cosa scriverci sopra.che le occhiaie ti donavano.
volevo solo un pò di posto.mentre gli zingari fondano nuovi assetti sociali nelle scuole abbandonate.mentre nella nebbia si sentono le foglie cadere una coperta per la notte dei prati nudi sotto i nostri passi.e il cielo non sarà mai più quello del 20 settembre.e il cielo sarà sempre quello del 20 settembre.

lunedì 2 novembre 2009

ravenna-bologna h 06:47

le nuvole rigonfie ed esangui come nei quadri nella tua stanza.il sole che spunta frantumando il cielo come il pennello di picasso un cubismo che spezza la notte in un frontale con le prime luci dell'alba.ed io viaggiatore passeggero che percorre le vie dei sensi senza una preparazione adeguata.con le palpebre che rifiutano la scelta degli occhi.con le palpebre che fuggono verso dimensioni oniriche.ma la veglia è un percorso indicizzato forzato senza spiragli.

giovedì 29 ottobre 2009

l'eterno sconfitto

"ti amo"
quando svisceri pensieri inerti.e ti fai male da sola cadendo dalla tua mente.cadendo nella tua mente.e rompi le latitudini giocando con le distanze.fai male da morire.brutta cosa l'amore.

aspettando novembre

di questo mese di transizione non so più che farne.sento solo sospiri malati e lenti rantoli d'agonia che pregano perchè passi una legge sull'eutanasia.dalla finestra urla il freddo che aspetta il suo turno per portare le persone a chiudersi dentro sé stesse.a cercare calore e luce dove c'è un gelido buio.

è l'attesa che uccide.è l'incedere pesante delle ore che portano con sé il giogo della vecchiaia del tempo.le ore che nascono vecchie.le ore che fanno sostanza del loro precariato.fuori c'è sempre vita, almeno credo.ma se potessi battere i rintocchi dei secondi che separano dalla fine, l'angoscia placherebbe questo tiepido morire.

sabato 3 ottobre 2009

limbico

"qui è dove curano le anime?"
"qui è dove smagnetizzano le anime"

è il plexiglass che separa i nostri pensieri.la sconfitta delle pretese speculative.il trionfo della vita.il trionfo della volontà.

vederti è stato aberrante.come un tossico che entra in clinica e la sola cosa che ne rimane è la velleità di autoannientarsi.perchè la sofferenza era l'unico colore che ti donava, ma i tuoi occhi ne restavano sempre abbagliati.le croci che dobbiamo portare ogni giorno non sono quelle che dobbiamo portare.sono quelle che vogliamo indossare.

auguri giò.